Cosa devi sapere in 60 secondi
Con decreto del 22 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale — Serie Generale n. 183 del 8 agosto 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha posto in liquidazione coatta amministrativa la società cooperativa «Effecinque cooperativa sociale per azioni» in liquidazione, con sede in Gallarate (VA) e codice fiscale 02249770021. Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell'art. 2545-terdecies del codice civile, su istanza dell'Unione italiana cooperative e sulla base dello stato di insolvenza rilevato dalla revisione dell'associazione di rappresentanza.
È stato nominato commissario liquidatore il dott. Erik Rambaldini, domiciliato in Verona (VR), viale Del Lavoro n. 53. Il decreto può essere impugnato dinanzi al competente Tribunale amministrativo regionale oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ove ne sussistano i presupposti di legge. Per i termini precisi di impugnazione e per le istruzioni operative sulla procedura, verificare sul link ufficiale.
- Società interessata: Effecinque cooperativa sociale per azioni in liquidazione, Gallarate (VA), CF 02249770021
- Commissario liquidatore: dott. Erik Rambaldini
- Pubblicazione ufficiale: GU Serie Generale n. 183 del 8 agosto 2026
- Base giuridica: art. 2545-terdecies codice civile e Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (d.lgs. 14/2019)
Cosa cambia con il decreto
Prima del provvedimento, la cooperativa risultava già in liquidazione ordinaria, ma la revisione dell'associazione di rappresentanza e la visura camerale avevano evidenziato uno stato di sostanziale insolvenza. Il bilancio depositato al 31 dicembre 2023 indicava un attivo patrimoniale di euro 1.718.001,00, una massa debitoria di euro 2.365.890,00 e un patrimonio netto negativo di euro -1.807.732,00. Inoltre, il Tribunale di Busto Arsizio aveva già dichiarato lo stato di insolvenza con sentenza del 31 ottobre 2024, n. 141/2024.
Dopo il decreto
Con l'adozione del decreto ministeriale del 22 luglio 2026, la gestione della cooperativa passa alla liquidazione coatta amministrativa. Gli organi sociali ordinari non gestiscono più autonomamente l'azienda: il commissario liquidatore assume il controllo operativo e procedurale della chiusura dell'attività, nel rispetto del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.
- Prima: cooperativa in liquidazione ordinaria, con segnali di insolvenza patrimoniale e sentenza giudiziaria di insolvenza già pronunciata
- Dopo: liquidazione coatta amministrativa disposta dal MIMIT con nomina del commissario liquidatore dott. Erik Rambaldini
- Impatto pratico: i rapporti commerciali, creditizi e lavorativi con la cooperativa entrano in una fase di gestione centralizzata; eventuali pagamenti, crediti o obblighi vanno allineati alle istruzioni del commissario liquidatore
- Trattamento del commissario: spetta il trattamento economico previsto dal decreto MIMIT/MEF del 3 novembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 dicembre 2016
A chi riguarda
Il decreto riguarda in modo diretto la società cooperativa «Effecinque cooperativa sociale per azioni» in liquidazione, con sede legale a Gallarate (VA) e codice fiscale 02249770021. Sono coinvolti i suoi soci, il legale rappresentante e tutti i soggetti che intrattengono rapporti con la cooperativa.
L'impatto si estende ai creditori che vantano crediti verso la società, ai fornitori e ai clienti con contratti o fatture in essere, nonché ai lavoratori dipendenti o con rapporti di collaborazione. Anche l'Unione italiana cooperative, che ha presentato l'istanza di ammissione alla procedura, e l'associazione nazionale di rappresentanza del movimento cooperativo rientrano nel perimetro del provvedimento.
Per i contribuenti e le partite IVA in generale non ci sono novità fiscali generali: il decreto è un provvedimento di vigilanza sulle cooperative, non una modifica di aliquote, scadenze F24, IMU, IRPEF o IVA. Tuttavia, chi ha crediti o debiti verso Effecinque deve monitorare la procedura di liquidazione coatta amministrativa e verificare sul link ufficiale le comunicazioni del commissario liquidatore.
Cosa fare adesso: passi concreti
Se sei creditore, fornitore, cliente, socio o lavoratore della cooperativa, conviene agire subito per tutelare la tua posizione. Il commissario liquidatore è il punto di riferimento operativo per tutte le comunicazioni successive alla pubblicazione del decreto.
- Consulta il decreto integrale sulla Gazzetta Ufficiale — Serie Generale n. 183 del 8 agosto 2026, codice redazionale 26A03912, per verificare dati anagrafici, dispositivi e riferimenti normativi.
- Identifica il commissario liquidatore: dott. Erik Rambaldini, domiciliato in Verona (VR), viale Del Lavoro n. 53. Per eventuali recapiti aggiuntivi diversi da quelli indicati nel decreto, verificare sul link ufficiale.
- Raccogli la documentazione relativa ai rapporti con la cooperativa: contratti, fatture, estratti conto, certificazioni di credito, buste paga, comunicazioni PEC o raccomandate ricevute.
- Presenta eventuali istanze o comunicazioni al commissario liquidatore secondo le modalità che verranno indicate nella procedura. Per tempi e forme precise di ammissione al passivo, verificare sul link ufficiale.
- Controlla il Registro delle Imprese per eventuali annotazioni successive alla liquidazione coatta amministrativa e per aggiornamenti sullo stato della società.
- Valuta l'impugnazione solo se sei legittimato e ritieni di avere i presupposti di legge: il decreto può essere contestato dinanzi al competente TAR o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. I termini perentori vanno verificati sul link ufficiale.
- Sospendi pagamenti o consegne non autorizzati verso la cooperativa finché non ricevi istruzioni dal commissario liquidatore, per evitare di compromettere la posizione creditoria o di violare obblighi procedurali.
Nota: il decreto non modifica scadenze fiscali generali (F24, IVA, IRPEF, IMU). Eventuali adempimenti tributari legati alla chiusura della cooperativa saranno gestiti nell'ambito della liquidazione coatta amministrativa; per i dettagli, verificare sul link ufficiale.
Scadenze e rischi se non si interviene
Il decreto è stato adottato il 22 luglio 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 8 agosto 2026 (GU Serie Generale n. 183). La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale costituisce il riferimento ufficiale per la conoscibilità del provvedimento da parte di tutti i soggetti interessati.
Termini di impugnazione
L'art. 2, comma 3, del decreto prevede che il provvedimento possa essere impugnato dinanzi al competente Tribunale amministrativo regionale, ovvero con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ove ne sussistano i presupposti di legge. I termini perentori per l'impugnazione non sono indicati nel testo del decreto: per conoscerli con precisione, verificare sul link ufficiale.
Rischi per chi non agisce
I creditori che non presentano tempestivamente le proprie istanze o documentazione rischiano di non vedere ammessi o soddisfatti i propri crediti secondo le regole della liquidazione coatta amministrativa. Fornitori e clienti che continuano a operare senza coordinamento con il commissario liquidatore possono incorrere in pagamenti inefficaci o in inadempimenti contrattuali non sanabili.
Il mancato rispetto delle istruzioni del commissario liquidatore può comportare conseguenze procedurali nella gestione del passivo. Per le sanzioni specifiche e le tempistiche di ogni fase della liquidazione, verificare sul link ufficiale e presso il commissario liquidatore nominato.
Fonte ufficiale
Testo ufficiale del provvedimento pubblicato in:
Ministero: Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Firmato dal Ministro Urso. Oggetto: liquidazione coatta amministrativa della «Effecinque cooperativa sociale per azioni» in liquidazione, in Gallarate, e nomina del commissario liquidatore.
Domande frequenti
Cos'è la liquidazione coatta amministrativa di Effecinque?
È una procedura disposta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con decreto del 22 luglio 2026, ai sensi dell'art. 2545-terdecies del codice civile. La cooperativa «Effecinque cooperativa sociale per azioni» in liquidazione, con sede a Gallarate (VA), viene gestita da un commissario liquidatore nominato dal Ministero per chiudere l'attività in modo controllato.
Chi è il commissario liquidatore nominato?
Il commissario liquidatore è il dott. Erik Rambaldini, nato a Gardone Val Trompia (BS) il 14 febbraio 1976, codice fiscale RMBRKE76B14D918Q, domiciliato in Verona (VR), viale Del Lavoro n. 53. La nomina è disposta dall'art. 1, comma 2, del decreto ministeriale del 22 luglio 2026, sulla base dei requisiti professionali risultanti dal curriculum vitae.
Sono un creditore della cooperativa: cosa devo fare?
Devi raccogliere tutta la documentazione che prova il tuo credito (fatture, contratti, estratti conto, comunicazioni) e seguire le istruzioni del commissario liquidatore dott. Erik Rambaldini. Per le modalità e i termini di presentazione delle istanze di ammissione al passivo, verificare sul link ufficiale e presso il commissario liquidatore, perché il decreto non indica scadenze operative dettagliate.
Il decreto cambia le scadenze F24 o l'IVA per tutti i contribuenti?
No. Il provvedimento riguarda esclusivamente la liquidazione coatta amministrativa di una specifica cooperativa sociale e la nomina del commissario liquidatore. Non introduce modifiche generali a scadenze F24, IMU, IRPEF o IVA per i contribuenti che non hanno rapporti con Effecinque.
Posso impugnare il decreto ministeriale?
Sì, l'art. 2, comma 3, del decreto prevede che il provvedimento possa essere impugnato dinanzi al competente Tribunale amministrativo regionale, oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ove ne sussistano i presupposti di legge. I termini perentori per l'impugnazione non sono riportati nel testo del decreto: per conoscerli con precisione, verificare sul link ufficiale.
Perché è stata disposta la liquidazione coatta amministrativa?
L'Unione italiana cooperative ha chiesto l'ammissione alla procedura e la revisione dell'associazione di rappresentanza ha rilevato lo stato di insolvenza. Il bilancio al 31 dicembre 2023 mostrava un patrimonio netto negativo di euro -1.807.732,00, e il Tribunale di Busto Arsizio aveva già dichiarato l'insolvenza con sentenza del 31 ottobre 2024, n. 141/2024.