Risposta rapida: cosa sapere in 60 secondi
Il 7 luglio 2026 il Ragioniere generale dello Stato ha adottato un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze che prende atto delle rinunce alle risorse del Fondo per l'avvio delle opere indifferibili (FOI) assegnate nelle procedure del 2022 e del 2023. Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale — Serie Generale n. 211 dell'11 settembre 2026 (codice 26A04768).
In sintesi, alcuni enti attuatori hanno comunicato di voler rinunciare, totalmente o parzialmente, ai contributi già assegnati con i decreti del Ragioniere generale dello Stato del 2023 e del 2024. Dopo la presa d'atto, le risorse che rientrano nella disponibilità del fondo sono pari a 98.627.280,90 euro, di cui 73.261.673,82 euro per interventi PNRR e 25.365.607,08 euro per altri ambiti. Il decreto non introduce adempimenti F24, IMU, IRPEF o IVA per i contribuenti privati.
- Chi è coinvolto: amministrazioni statali titolari, enti attuatori e enti locali con interventi FOI 2022-2023.
- Cosa controllare subito: allegato 1 (elenco interventi e importi rinunciati) e allegato 2 (riepilogo per ambito e amministrazione).
- Scadenze operative: aggiornamento sistemi di monitoraggio entro 5 giorni dalla pubblicazione in GU; aggiornamento quadro economico e cronoprogramma da parte degli enti locali entro i successivi 10 giorni.
Cosa cambia con il decreto
Prima. I contributi FOI assegnati nel 2022 e nel 2023 con i decreti del Ragioniere generale dello Stato (n. 52/2023, id 25491/2023, n. 159/2023, n. 183/2023, n. 185/2023, n. 211/2023, n. 153/2024 e n. 157/2024) restavano formalmente a favore degli interventi beneficiari. Alcuni enti attuatori avevano però manifestato l'intenzione di rinunciare, totalmente o parzialmente, ai contributi definitivamente assegnati.
Dopo. Con il decreto del 7 luglio 2026 il MEF prende atto ufficiale di quelle rinunce. Le risorse corrispondenti tornano nella disponibilità del Fondo opere indifferibili. L'allegato 1 elenca gli interventi interessati; l'allegato 2 riepiloga i totali per ambito di intervento e per amministrazione statale istante.
Impatto pratico
- Le risorse revocate, pari complessivamente a 98.627.280,90 euro, non restano più vincolate agli interventi rinunciati e rientrano nel fondo.
- La Ragioneria generale dello Stato deve aggiornare entro 5 giorni dalla pubblicazione in GU il quadro dei finanziamenti sui sistemi di monitoraggio.
- Gli enti locali devono aggiornare entro i successivi 10 giorni il quadro economico e il cronoprogramma finanziario (piano dei costi).
- Per imprese e professionisti del settore lavori pubblici l'effetto è indiretto: un progetto in elenco può non proseguire con il contributo FOI previsto, con possibili ripercussioni su appalti, cantieri e pagamenti già programmati.
- Per contribuenti e partite IVA senza ruolo negli interventi FOI elencati non cambia nulla sul piano fiscale ordinario.
A chi riguarda
Il decreto riguarda in primo luogo le amministrazioni statali titolari che hanno trasmesso gli elenchi delle rinunce e gli enti attuatori i cui interventi erano già beneficiari dei contributi FOI assegnati nel 2022 e nel 2023. Tra le amministrazioni coinvolte nel procedimento compaiono, tra le altre, Ministero dell'interno, Ministero dell'istruzione e del merito, Ministero della giustizia, Ministero della cultura, Ministero della salute, Presidenza del Consiglio (Protezione civile e Commissario straordinario sisma), Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Ministero dell'agricoltura.
Riguarda anche gli enti locali tenuti ad aggiornare quadro economico e cronoprogramma finanziario sui sistemi di monitoraggio. Per imprese, appaltatori e consulenti che lavorano su quei progetti l'impatto è operativo: conviene verificare se il proprio CUP o intervento compare nell'allegato 1.
Non riguarda direttamente i contribuenti privati e le partite IVA che non partecipano agli interventi FOI elencati: il provvedimento non modifica scadenze F24, IMU, IRPEF o IVA.
Cosa fare: passi concreti
Se gestisci un ente attuatore, segui un progetto FOI 2022-2023 o lavori su un intervento pubblico finanziato con questo fondo, procedi così.
- Scarica il testo ufficiale dal link Gazzetta Ufficiale e consulta gli allegati 1 e 2 pubblicati con il decreto.
- Cerca il tuo intervento nell'allegato 1: verifica CUP, importo rinunciato e amministrazione titolare. Se non compare, il provvedimento non ti riguarda direttamente, salvo effetti indiretti sulla filiera.
- Controlla il riepilogo nell'allegato 2 per capire l'ambito di intervento (PNRR o altri ambiti) e l'amministrazione istante collegata al progetto.
- Se sei un ente locale attuatore, prepara l'aggiornamento del quadro economico e del cronoprogramma finanziario (piano dei costi) sui sistemi di monitoraggio entro i successivi 10 giorni dalla scadenza di aggiornamento della Ragioneria generale dello Stato.
- Coordina con l'amministrazione statale titolare per allineare documentazione, stati avanzamento e comunicazioni interne sul progetto interessato dalla rinuncia.
- Se sei un'impresa o un professionista con contratti legati a un intervento in elenco, verifica con il committente lo stato del finanziamento, dei pagamenti e delle eventuali varianti contrattuali.
- Consulta la pagina RGS sul FOI indicata nel decreto per il testo completo con allegati: sito Ragioneria generale dello Stato — Fondo opere indifferibili.
Nota per contribuenti e partite IVA: non è previsto alcun adempimento su portali AdE o modello F24 legato a questo decreto. L'azione utile, se operi nel settore lavori pubblici, è la verifica amministrativa del singolo progetto.
Scadenze e rischi se non si adempie
Il decreto fissa termini operativi legati alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'11 settembre 2026. Non indica nel testo principale sanzioni o conseguenze specifiche per il mancato rispetto degli obblighi di aggiornamento.
Termini indicati nel decreto
- Entro 5 giorni dalla pubblicazione in GU: la Ragioneria generale dello Stato aggiorna il quadro dei finanziamenti dei singoli progetti sui sistemi di monitoraggio.
- Entro i successivi 10 giorni: gli enti locali devono aggiornare il quadro economico e il cronoprogramma finanziario, anche detto piano dei costi.
- Pubblicazione: il decreto è trasmesso al competente organo di controllo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Cosa succede se non si fa
Per le conseguenze amministrative, contabili o contrattuali del mancato aggiornamento da parte degli enti locali, il testo del decreto non specifica penali o revoche automatiche: verificare sul link ufficiale e sulla normativa di riferimento del FOI (art. 26 del decreto-legge n. 50/2022). Per le imprese, il rischio pratico principale è il blocco o il ridimensionamento di un intervento per cui il contributo FOI è stato rinunciato.
Fonte ufficiale
Questo articolo è basato sul decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 7 luglio 2026, adottato dal Ragioniere generale dello Stato Perrotta, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale — Serie Generale (GU n. 211 del 11-09-2026, codice redazionale 26A04768).
Titolo ufficiale: Presa d'atto delle rinunce alle risorse del Fondo per l'avvio delle opere indifferibili assegnate nel 2022 e nel 2023. Per il testo integrale, gli allegati e gli aggiornamenti consultare sempre il link ufficiale e la pagina RGS sul Fondo opere indifferibili.
Domande frequenti
Devo compilare l'F24 o fare adempimenti fiscali per questo decreto?
No. Il provvedimento riguarda la presa d'atto amministrativa delle rinunce ai contributi del Fondo opere indifferibili e non introduce obblighi F24, IMU, IRPEF o IVA per contribuenti e partite IVA. Se non sei un ente attuatore o un soggetto coinvolto negli interventi elencati, non devi intraprendere azioni fiscali legate a questo decreto.
Quanto vale complessivamente la rinuncia ai contributi FOI?
Secondo l'articolo 1 del decreto, le risorse che rientrano nella disponibilità del fondo ammontano a 98.627.280,90 euro complessivi. Di questi, 73.261.673,82 euro riguardano interventi a valere sul PNRR e 25.365.607,08 euro interventi relativi ad altri ambiti.
A quali procedure FOI si riferisce il decreto?
Il decreto riguarda le risorse assegnate nelle procedure del Fondo opere indifferibili del 2022 e del 2023, già confermate con i decreti del Ragioniere generale dello Stato dal n. 52/2023 al n. 157/2024. Le rinunce comunicate dalle amministrazioni statali titolari sono elencate nell'allegato 1 approvato dal provvedimento.
Entro quando gli enti locali devono aggiornare il piano dei costi?
L'articolo 2 stabilisce che la Ragioneria generale dello Stato aggiorni i sistemi di monitoraggio entro 5 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli enti locali devono poi aggiornare quadro economico e cronoprogramma finanziario entro i successivi 10 giorni.
Come faccio a sapere se il mio progetto è interessato?
Devi consultare l'allegato 1 del decreto, che contiene l'elenco degli interventi per i quali è stata comunicata la rinuncia, con i relativi CUP e gli importi. Se il tuo intervento non compare, il provvedimento non ti riguarda direttamente, anche se potresti subire effetti indiretti se lavori nella stessa filiera.
Dove trovo il testo completo con gli allegati?
Il decreto è pubblicato in Gazzetta Ufficiale con codice 26A04768. L'avvertenza del provvedimento indica che il testo completo, comprensivo degli allegati, sarà disponibile sulla pagina RGS dedicata al Fondo opere indifferibili. Per consultazione ufficiale usare sempre il link Gazzetta Ufficiale e il sito del MEF.