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Decreto protezione civile: riparto 8 milioni tra le regioni per il 2025

In Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2026 è stato pubblicato il decreto dell’8 aprile 2026 che ripartisce 8 milioni di euro del Fondo regionale di protezione civile tra le 19 regioni. Il provvedimento riguarda soprattutto amministrazioni territoriali e strutture di protezione civile, non i contribuenti o le partite IVA con adempimenti F24.

Decreto protezione civile: riparto 8 milioni tra le regioni per il 2025

Risposta rapida

Il 29 giugno 2026 è uscito in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 148) un decreto del Dipartimento della protezione civile, datato 8 aprile 2026. Il titolo ufficiale è «Riparto delle risorse finanziarie del Fondo regionale di protezione civile - Annualità 2025».

Il decreto assegna alle regioni la quota del 40% del fondo 2025, pari a 8.000.000,00 euro, destinata al potenziamento del sistema di protezione civile di regioni ed enti locali. Non introduce nuovi obblighi fiscali per privati, imprese o partite IVA: non ci sono scadenze F24, versamenti IVA o adempimenti verso l’Agenzia delle Entrate legati a questo atto.

  • Fondo 2025 complessivo: 20 milioni di euro (decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95).
  • Quota ripartita con questo decreto: 8 milioni di euro tra 19 regioni.
  • Pubblicazione ufficiale: GU Serie Generale n. 148 del 29-06-2026.

Cosa cambia

Prima del decreto

Per il 2025 il Fondo regionale di protezione civile era finanziato in 20 milioni di euro. La legge prevedeva che il 40% di queste risorse, pari a 8 milioni, fosse destinato al potenziamento del sistema di protezione civile delle regioni e degli enti locali. Mancava però il provvedimento che fissasse l’importo spettante a ciascuna regione e avviasse i trasferimenti.

Dopo il decreto

Con l’art. 1 il Capo del Dipartimento della protezione civile adotta il piano di riparto e assegna le somme regione per regione. L’importo più alto va alla Campania (671.439,24 euro); il più basso alla Liguria (230.130,38 euro). Il totale della tabella è di 8.000.000,00 euro.

  • Art. 2: avvia i trasferimenti alle regioni o alle agenzie regionali di protezione civile, con acconto del 70% e saldo del 30%.
  • Art. 3: impone la restituzione delle risorse non impegnate entro un anno dal trasferimento, con possibile ridistribuzione premiale alle amministrazioni più virtuose.

Impatto pratico

Per cittadini, contribuenti e partite IVA non cambia nulla sul piano tributario. L’effetto concreto riguarda le regioni che riceveranno fondi per investimenti e attività di protezione civile, secondo i criteri già fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 luglio 2022.

A chi riguarda

Il decreto riguarda in modo diretto le 19 regioni elencate nella tabella dell’art. 1, oppure le agenzie regionali che svolgono attività di protezione civile, ove esistenti. Le risorse servono al potenziamento del sistema di protezione civile delle regioni e degli enti locali, come previsto dall’art. 45 del Codice della protezione civile.

Non riguarda i contribuenti privati, le imprese o le partite IVA nel loro normale rapporto con il fisco. Anche i professionisti e i commercialisti non hanno un adempimento specifico da questo decreto, salvo assistere enti pubblici coinvolti nella gestione o rendicontazione dei fondi.

Le province autonome di Trento e Bolzano non compaiono nella tabella di riparto dell’art. 1: per eventuali effetti su di esse verificare sul link ufficiale e sul decreto del 13 luglio 2022 richiamato nel testo.

Cosa fare

Per contribuenti e partite IVA

Non è previsto alcun adempimento legato a questo decreto. Non servono modello F24, versamenti all’Agenzia delle Entrate o accesso ai portali fiscali per questo provvedimento.

Per regioni e strutture di protezione civile

  1. Consultare la tabella dell’art. 1 per verificare l’importo assegnato alla propria regione.
  2. Attendere il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile che dispone il trasferimento delle risorse sul conto di tesoreria regionale o dell’agenzia competente.
  3. Preparare la documentazione prevista dal decreto del 13 luglio 2022 per l’erogazione dell’acconto del 70%, dopo la registrazione del decreto di assegnazione da parte degli organi di controllo.
  4. Per il saldo del 30%, presentare richiesta corredata da relazione sugli interventi completati e documentazione che attesti la liquidazione delle anticipazioni precedenti per almeno l’80%, con l’elenco delle somme necessarie a chiudere gli investimenti programmati.
  5. Impegnare le risorse entro un anno dalla data del trasferimento, pena restituzione al Dipartimento della protezione civile.
  6. In caso di economie da restituire, effettuare il versamento sul conto IBAN IT17E0100004306CC0000000265, come indicato all’art. 3.

Per le modalità operative non descritte nel decreto, il testo rimanda alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 luglio 2022: verificare sul link ufficiale.

Scadenze e rischi

Termini previsti nel decreto

L’art. 3 stabilisce che le risorse trasferite devono essere impegnate dalle regioni entro un anno dalla data del trasferimento. Se entro questo termine non viene assunto l’impegno di spesa, le somme devono essere restituite al Dipartimento della protezione civile sul conto IBAN indicato nel decreto.

Per il saldo del 30% delle risorse, l’art. 2 richiede documentazione che dimostri la liquidazione delle anticipazioni precedenti nella misura non inferiore all’80%. Le economie restituite possono essere ridistribuite in misura proporzionale a titolo di premialità tra le amministrazioni che avranno avviato per intero i programmi preventivati.

Conseguenze in caso di inadempimento

Il decreto non prevede sanzioni per contribuenti o partite IVA, perché non li coinvolge. Per le regioni, il rischio principale è la perdita dei fondi non impegnati entro l’anno e la mancata erogazione del saldo se manca la documentazione richiesta. Per tempi precisi di trasferimento e registrazione verificare sul link ufficiale.

Fonte ufficiale

Testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale — Serie Generale, n. 148 del 29 giugno 2026.

Decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile dell’8 aprile 2026: «Riparto delle risorse finanziarie del Fondo regionale di protezione civile - Annualità 2025» (codice redazionale 26A03257).

Consulta il testo integrale qui: Gazzetta Ufficiale — Serie Generale.

Domande frequenti

Devo compilare il modello F24 per questo decreto?

No. Il decreto riguarda il riparto di fondi pubblici tra le regioni per la protezione civile, non introduce tributi, versamenti o adempimenti per privati. Contribuenti e partite IVA non devono presentare F24 in relazione a questo provvedimento.

Quanto riceve ciascuna regione dal Fondo regionale di protezione civile 2025?

Il decreto ripartisce 8.000.000,00 euro totali. Gli importi vanno da 230.130,38 euro per la Liguria a 671.439,24 euro per la Campania. La tabella completa con tutte le 19 regioni è nell’art. 1 del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Da dove arrivano gli 8 milioni di euro ripartiti?

Provengono dal Fondo regionale di protezione civile, finanziato per il 2025 in 20 milioni di euro dal decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95. Il 40% di questa dotazione, pari a 8 milioni, è destinato al potenziamento del sistema di protezione civile delle regioni e degli enti locali.

Quando vengono trasferiti i soldi alle regioni?

L’art. 2 prevede un acconto del 70% dopo la registrazione del decreto di assegnazione da parte degli organi di controllo, e un saldo del 30% su richiesta con relazione e documentazione specifica. Le modalità dettagliate rimandano al decreto del 13 luglio 2022: per le date effettive verificare sul link ufficiale.

Cosa succede se una regione non usa i fondi entro un anno?

Secondo l’art. 3, le risorse per le quali non sia stato assunto un impegno di spesa entro un anno dal trasferimento devono essere restituite al Dipartimento della protezione civile. Possono poi essere ridistribuite in misura proporzionale a titolo di premialità tra le amministrazioni che hanno avviato per intero i programmi preventivati.

Questo decreto riguarda imprese, professionisti o partite IVA?

Non direttamente. Il provvedimento è amministrativo e finanziario, rivolto a regioni e strutture di protezione civile. Imprese e professionisti possono essere coinvolti solo indirettamente, se partecipano a gare o appalti finanziati con questi fondi a livello regionale, ma il decreto non crea obblighi fiscali per loro.