Cosa sapere in 60 secondi
Il decreto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del 19 maggio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 150 del 1° luglio 2026, modifica il decreto del 13 aprile 2022 che disciplinava le condizioni e le modalità di intervento del fondo rotativo per operazioni di venture capital. Il provvedimento aggiorna titolo, definizioni e regole operative per adeguarle alla legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) e all'art. 30, comma 11-bis, del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19.
Il decreto entra in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi dal 2 luglio 2026. Non riguarda adempimenti fiscali ordinari come F24, IMU, IRPEF o IVA: è destinato alle imprese italiane che vogliono accedere al fondo per progetti di crescita, anche in Paesi africani. Per importi, scadenze di presentazione domande e procedure operative, verificare sul link ufficiale.
- Pubblicazione: GU n. 150 del 1° luglio 2026
- Entrata in vigore: 2 luglio 2026
- Oggetto: sezione venture capital e investimenti partecipativi del fondo ex decreto-legge 251/1981
- Novità principale: possibilità di interventi in Africa anche senza coinvestimento Simest o Finest
Cosa cambia rispetto al decreto 2022
Prima del nuovo decreto, il regolamento del 13 aprile 2022 disciplinava il fondo rotativo per venture capital con riferimenti a strutture e definizioni ora superate dalla legge di Bilancio 2025. Il comitato previsto dall'art. 6 del decreto 2022 era già stato soppresso dalla legge 207/2024, ma serviva un aggiornamento formale del testo regolamentare.
Principali modifiche
- Titolo e definizioni: il fondo è ora la «Sezione venture capital e investimenti partecipativi» istituita dalla legge 207/2024; il «Comitato» è il Comitato agevolazioni di cui all'art. 1, comma 270, della legge 205/2017.
- Art. 4, comma 4-bis (novità): per progetti di crescita nei Paesi africani, il Fondo può intervenire a condizioni di mercato anche senza coinvestimento di Simest o Finest, nel rispetto del limite di 150 milioni di euro previsto dall'art. 18-quater del decreto-legge 34/2019, come modificato dal decreto-legge 19/2026.
- Art. 6: abrogati i commi 1, 2, 3 e 4 (primo e terzo periodo) relativi al comitato soppresso.
- Riferimenti normativi: aggiornati gli articoli 4 e 7 con rimandi all'art. 18-quater, comma 2, terzo periodo, del decreto-legge 34/2019.
Impatto pratico
Le imprese italiane che puntano all'Africa possono accedere a strumenti di venture capital con regole più flessibili sul coinvestimento di Simest e Finest. Gli interventi devono supportare società di capitali, prioritariamente piccole imprese a media capitalizzazione come definite dalla raccomandazione UE 2025/1099, in settori strategici come agricoltura, sicurezza alimentare, energia, infrastrutture e tutela ambientale. Le condizioni di mercato e i limiti di disponibilità restano quelli dell'art. 18-quater del decreto-legge 34/2019.
A chi riguarda
Il decreto interessa soprattutto imprese italiane — società di capitali, prioritariamente piccole imprese a media capitalizzazione — che vogliono realizzare progetti di crescita nei Paesi africani con il sostegno del fondo venture capital gestito nell'ambito del Fondo 394/81.
Riguarda anche le imprese già coinvolte in operazioni di internazionalizzazione tramite Simest S.p.a. e Finest S.p.a., nonché gli operatori che seguono filiere produttive italiane all'estero. Il Comitato agevolazioni di cui alla legge 205/2017 resta l'organo competente per le decisioni sul fondo.
Non riguarda i contribuenti ordinari o le partite IVA per adempimenti fiscali standard. È un provvedimento di politica industriale e di sostegno all'export, non una norma tributaria. Enti pubblici, banche e società di venture capital che operano con Simest possono trovare utili gli aggiornamenti sul comma 4-bis relativo agli interventi in Africa.
Cosa fare adesso
Se la tua impresa valuta un progetto di crescita in Africa con il sostegno del fondo venture capital, segui questi passi. I dettagli operativi (moduli, tempistiche, documentazione) vanno verificati sul link ufficiale e presso Simest.
- Leggere il testo integrale del decreto del 19 maggio 2026 e del decreto 13 aprile 2022 aggiornato, disponibili in Gazzetta Ufficiale.
- Verificare l'idoneità del progetto: deve riguardare uno o più settori strategici (agricoltura, sicurezza alimentare, risorse naturali, energia, infrastrutture, tutela ambientale, occupazione o capacità imprenditoriale) e deve essere realizzato in Paesi africani.
- Controllare i requisiti dell'impresa beneficiaria: società di capitali, prioritariamente piccola impresa a media capitalizzazione secondo la raccomandazione UE 2025/1099.
- Valutare il coinvestimento: con il nuovo comma 4-bis, l'intervento può avvenire anche senza coinvestimento di Simest o Finest, fermo restando il limite complessivo di 150 milioni di euro per la quota destinata all'Africa.
- Rivolgersi a Simest S.p.a. o agli sportelli competenti del MAECI per informazioni su come presentare la domanda e quali documenti servono.
- Monitorare le delibere del Comitato agevolazioni, che amministra il Fondo 394/81 e decide sugli interventi della sezione venture capital.
Nota: il decreto non prevede adempimenti su F24 o portali dell'Agenzia delle Entrate. Non sono indicate scadenze per la presentazione delle domande nel testo pubblicato.
Scadenze e rischi
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 150 del 1° luglio 2026 ed entra in vigore dal 2 luglio 2026, giorno successivo alla pubblicazione, come previsto dall'art. 2. È stato registrato alla Corte dei conti il 15 giugno 2026 (reg. n. 1766).
Il testo non indica scadenze per la presentazione di domande di accesso al fondo né sanzioni specifiche per i contribuenti. Si tratta di un aggiornamento regolamentare: le imprese che non presentano domanda non incorrono in penalità fiscali, ma perdono l'opportunità di accedere alle risorse del fondo venture capital per progetti in Africa.
Per le imprese già beneficiarie di interventi precedenti, la legge 207/2024 ha previsto che la nuova sezione subentri automaticamente in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi del fondo precedente, con salvaguardia degli atti già adottati. Eventuali termini per nuove domande o per operazioni in corso vanno verificati sul link ufficiale e presso Simest.
Fonte ufficiale
Testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale — Serie Generale, decreto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del 19 maggio 2026, codice redazionale 26A03264, GU n. 150 del 1° luglio 2026.
Titolo ufficiale: «Modifiche al decreto 13 aprile 2022, recante Condizioni e modalità di intervento del Fondo rotativo per operazioni di venture capital».
Domande frequenti
Il decreto del 19 maggio 2026 riguarda pagamenti F24 o scadenze fiscali?
No. Il provvedimento aggiorna le regole del fondo rotativo per operazioni di venture capital gestito dal MAECI e dal Comitato agevolazioni. Non introduce nuovi adempimenti fiscali per contribuenti o partite IVA e non modifica scadenze IRPEF, IVA o IMU.
Da quando sono valide le nuove regole sul fondo venture capital?
Il decreto entra in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cioè dal 2 luglio 2026. La pubblicazione è avvenuta il 1° luglio 2026 con il numero 150 della Serie Generale.
Quali imprese possono beneficiare degli interventi in Africa previsti dal comma 4-bis?
Gli interventi sono diretti a società di capitali, prioritariamente piccole imprese a media capitalizzazione come definite dalla raccomandazione UE 2025/1099, anche di dimensione superiore. Devono riguardare progetti di crescita in Paesi africani, in settori strategici come agricoltura, energia, infrastrutture o tutela ambientale.
È sempre obbligatorio il coinvestimento di Simest o Finest?
Con il nuovo art. 4, comma 4-bis, per i progetti in Paesi africani il Fondo può intervenire anche senza coinvestimento di Simest o Finest. Se il coinvestimento è previsto, possono applicarsi deroghe ai limiti ordinari, nel rispito del plafond di 150 milioni di euro previsto dall'art. 18-quater del decreto-legge 34/2019.
Cosa succede al comitato previsto dal decreto del 13 aprile 2022?
L'art. 6 del decreto 2022 è stato parzialmente abrogato: i commi relativi al comitato interno al fondo venture capital non sono più operativi. Le competenze spettano al Comitato agevolazioni istituito dalla legge 205/2017, come già previsto dalla legge di Bilancio 2025.
Dove posso presentare domanda per accedere al fondo?
Il decreto non indica portali o moduli specifici. Le imprese interessate devono rivolgersi a Simest S.p.a. e verificare sul link ufficiale della Gazzetta Ufficiale le condizioni aggiornate del decreto 13 aprile 2022, integrato dalle modifiche del 19 maggio 2026.