Ultim'ora fiscale

Decreto 123/2026: nuove regole per gli uffici della Giustizia amministrativa

In Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2026 è stato pubblicato il decreto n. 123/2026 del Segretariato generale della Giustizia amministrativa, che modifica gli articoli 11-bis e 15 del regolamento di organizzazione degli uffici amministrativi. Il provvedimento riguarda il rapporto tra Consiglio di Presidenza, RPD e Segretario generale su indirizzi e informatica. Per contribuenti e partite IVA non introduce nuovi adempimenti fiscali diretti.

Decreto 123/2026: nuove regole per gli uffici della Giustizia amministrativa

Cosa sapere in 60 secondi

Il 30 giugno 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale — Serie Generale n. 149 il decreto n. 123/2026 del Segretariato generale della Giustizia amministrativa, datato 25 marzo 2026. Il titolo ufficiale indica modifiche agli articoli 11-bis e 15 del regolamento di organizzazione degli uffici amministrativi della Giustizia amministrativa, approvato con decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 22 dicembre 2020.

Il decreto non introduce pagamenti, codici tributo o scadenze per i contribuenti. Interviene sull’organizzazione interna: il RPD deve fornire pareri al Consiglio di Presidenza e riferire annualmente sull’attività svolta; il Segretario generale, tramite il responsabile del servizio informatico, deve relazionare al Consiglio di Presidenza con cadenza almeno semestrale. Se cerchi adempimenti F24 o scadenze fiscali, questo provvedimento non ne prevede: verificare sul link ufficiale per il testo integrale e l’eventuale decorrenza.

  • Atto: decreto n. 123/2026 (codice redazionale 26A03303)
  • Pubblicazione: GU Serie Generale n. 149 del 30-06-2026
  • Modifiche: artt. 11-bis e 15 del regolamento organizzativo del 22 dicembre 2020
  • Impatto diretto su contribuenti e partite IVA: nessun nuovo obbligo fiscale indicato nel testo

Cosa cambia con il decreto

Il decreto apporta due modifiche puntuali al regolamento di organizzazione degli uffici amministrativi della Giustizia amministrativa. Le modifiche sono state deliberate dal Consiglio di Presidenza con delibera n. 16 del 17 febbraio 2026, su proposta della Terza Commissione, e sono ora recepite nel decreto firmato dal Presidente del Consiglio di Stato Maruotti il 25 marzo 2026.

Prima e dopo

Prima: gli articoli 11-bis e 15 del regolamento del 22 dicembre 2020 regolavano già compiti e rapporti tra organi della Giustizia amministrativa, senza i nuovi obblighi di parere, relazione annuale e relazione semestrale descritti nel decreto pubblicato il 30 giugno 2026.

Dopo: il testo ufficiale aggiunge compiti di coordinamento e rendicontazione verso il Consiglio di Presidenza, con maggiore coinvolgimento del RPD e del responsabile del servizio informatico nelle relazioni al Consiglio.

  • Art. 11-bis (nuovo comma 2-bis): il RPD fornisce al Consiglio di Presidenza, anche su richiesta della competente Commissione, pareri sugli atti di indirizzo di cui all’art. 23 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio e riferisce annualmente al Consiglio di Presidenza sull’attività svolta.
  • Art. 15, comma 5, lettera a): il Segretario generale, per il tramite del Responsabile del Servizio per l’informatica, relaziona periodicamente, con cadenza almeno semestrale, al Consiglio di Presidenza, fornendo elementi tecnici per l’esercizio delle prerogative dell’organo di indirizzo.

Impatto pratico: per cittadini, imprese e professionisti non cambiano le regole su come pagare tasse o compilare modelli. L’effetto riguarda l’organizzazione e il controllo interno degli uffici amministrativi della Giustizia amministrativa. Chi segue contenziosi amministrativi potrà essere interessato solo indirettamente, se tali modifiche incidono su tempi o modalità di gestione degli uffici: verificare sul link ufficiale per eventuali attuazioni successive.

A chi riguarda

Il decreto è destinato agli uffici amministrativi della Giustizia amministrativa e agli organi che il regolamento del 22 dicembre 2020 individua come responsabili dell’organizzazione interna. Nel testo compaiono in modo esplicito il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, il RPD, il Segretario generale e il Responsabile del Servizio per l’informatica.

Per i contribuenti e le partite IVA non risulta dal provvedimento alcun nuovo adempimento tributario, versamento o obbligo di dichiarazione. Chi contende provvedimenti dinanzi al TAR o al Consiglio di Stato non trova nel decreto modifiche dirette alle regole processuali o alle scadenze dei ricorsi: il provvedimento riguarda l’organizzazione degli uffici di segreteria e di supporto amministrativo.

Sono coinvolti anche gli enti e le strutture che operano nel sistema della Giustizia amministrativa e che devono attuare gli indirizzi del Consiglio di Presidenza, in particolare sul piano informatico e organizzativo. Enti locali, imprese e professionisti fiscali non sono destinatari diretti delle nuove disposizioni.

Cosa fare adesso

Il decreto non impone azioni immediate ai contribuenti o alle partite IVA. Le indicazioni seguenti servono a orientarsi sul provvedimento e a capire se, nel proprio ruolo, è necessario un controllo aggiuntivo.

  1. Leggere il testo ufficiale sul link Gazzetta Ufficiale indicato in fondo all’articolo, per verificare il contenuto integrale del decreto n. 123/2026 e l’eventuale clausola di entrata in vigore non riportata nell’estratto consultato.
  2. Se lavori negli uffici amministrativi della Giustizia amministrativa, confrontare il regolamento del 22 dicembre 2020 (decreto Presidente CdS n. 251) con le modifiche agli artt. 11-bis e 15 e aggiornare procedure interne su pareri del RPD e relazioni al Consiglio di Presidenza.
  3. Se ricopri il ruolo di RPD, predisporre l’attività di parere al Consiglio di Presidenza, anche su richiesta della competente Commissione, e la relazione annuale sull’attività svolta, come previsto dal nuovo comma 2-bis dell’art. 11-bis.
  4. Se ricopri il ruolo di Segretario generale o di Responsabile del Servizio per l’informatica, organizzare le relazioni periodiche al Consiglio di Presidenza con cadenza almeno semestrale, con elementi tecnici utili all’esercizio delle prerogative dell’organo di indirizzo.
  5. Se sei contribuente o partita IVA, non devi compilare F24, inviare dichiarazioni o accedere ai portali dell’Agenzia delle Entrate per questo decreto. Per scadenze fische ordinarie, usa i consueti strumenti e calendari tributari.
  6. Se segui un contenzioso amministrativo, continua a rispettare le scadenze e le regole processuali del tuo procedimento; eventuali effetti indiretti dell’organizzazione degli uffici vanno verificati con il legale di fiducia o sul link ufficiale.

Nota: il decreto prevede trasmissione all’organo di controllo per il visto di competenza e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Non risulta dal testo consultato alcun obbligo di versamento o documentazione verso l’Amministrazione finanziaria.

Scadenze e rischi

Dal testo ufficiale disponibile risultano con certezza la data del decreto (25 marzo 2026) e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 149 del 30 giugno 2026. Per la data esatta di entrata in vigore delle modifiche al regolamento organizzativo, se diversa dalla pubblicazione, occorre verificare sul link ufficiale il testo integrale e le eventuali clausole finali.

Per quanto riguarda le scadenze operative introdotte dal decreto, il testo indica due cadenze interne: il RPD deve riferire annualmente al Consiglio di Presidenza; il Segretario generale, tramite il responsabile informatico, deve relazionare al Consiglio di Presidenza con cadenza almeno semestrale. Non sono indicati giorni o mesi precisi per la prima relazione: verificare sul link ufficiale eventuali atti attuativi.

Conseguenze per chi omette l’adempimento: il decreto non prevede sanzioni per contribuenti o partite IVA, perché non introduce obblighi fiscali. Per il personale e gli organi della Giustizia amministrativa, l’inosservanza delle nuove regole organizzative potrebbe rientrare negli obblighi di servizio previsti da altre norme, ma tali conseguenze non sono descritte nel testo del decreto n. 123/2026. Per ricorsi, pagamenti o adempimenti tributari già in corso, nessuna modifica risulta dal provvedimento pubblicato.

Fonte ufficiale

Atto pubblicato in Gazzetta Ufficiale — Serie Generale, fascicolo n. 149 del 30 giugno 2026.

Segretariato generale della Giustizia amministrativa — Decreto 25 marzo 2026, n. 123/2026 (codice redazionale 26A03303): modifiche agli articoli 11-bis e 15 del regolamento di organizzazione degli uffici amministrativi della Giustizia amministrativa, approvato con decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 22 dicembre 2020.

Consultazione ufficiale: Gazzetta Ufficiale — Serie Generale, decreto del 25 marzo 2026 (26A03303).

Domande frequenti

Devo fare qualcosa su F24 o sui portali dell’Agenzia delle Entrate per questo decreto?

No. Il decreto n. 123/2026 non introduce versamenti, codici tributo o adempimenti fiscali per contribuenti e partite IVA. Riguarda l’organizzazione interna degli uffici amministrativi della Giustizia amministrativa. Per obblighi tributari ordinari restano validi i consueti calendari e strumenti.

Cosa modifica in concreto il decreto pubblicato il 30 giugno 2026?

Modifica gli articoli 11-bis e 15 del regolamento di organizzazione del 22 dicembre 2020. Aggiunge compiti di parere e relazione annuale per il RPD verso il Consiglio di Presidenza, e obbliga il Segretario generale a relazionare almeno ogni semestre tramite il responsabile del servizio informatico.

Il decreto cambia le scadenze per ricorsi al TAR o al Consiglio di Stato?

Dal testo ufficiale consultato non risultano modifiche alle regole processuali o alle scadenze dei ricorsi. Il provvedimento riguarda rapporti interni tra Consiglio di Presidenza, RPD e Segretario generale. Per un contenzioso già avviato, verifica con il professionista che segue la pratica.

Quando entra in vigore il decreto n. 123/2026?

Il decreto è datato 25 marzo 2026 ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 149 del 30 giugno 2026. La data precisa di efficacia delle modifiche al regolamento, se diversa dalla pubblicazione, va verificata sul link ufficiale nel testo integrale.

Chi ha adottato le modifiche prima della pubblicazione in Gazzetta?

Il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa ha deliberato le modifiche con delibera n. 16 del 17 febbraio 2026, su proposta della Terza Commissione. Il decreto del 25 marzo 2026 le recepisce nel regolamento di organizzazione degli uffici amministrativi.

Partite IVA e imprese sono destinatari diretti del provvedimento?

No. Destinatari diretti sono organi e uffici della Giustizia amministrativa, in particolare Consiglio di Presidenza, RPD, Segretario generale e responsabile del servizio informatico. Imprese e partite IVA possono essere interessate solo indirettamente, se l’organizzazione degli uffici incide sulla gestione dei procedimenti amministrativi.