NASpI 2026: requisiti, domanda INPS e scadenza 68 giorni

Chi ha diritto alla NASpI, quante settimane di contribuzione servono, entro quando presentare la domanda e quali documenti preparare prima di accedere a MyINPS.

NASpI 2026: requisiti, domanda INPS e scadenza 68 giorni

A chi spetta la NASpI nel 2026

La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti iscritti alla gestione privata che perdono il lavoro per cause involontarie: licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo, fallimento del datore, scadenza contratto, risoluzione consensuale nel rispetto delle norme, trasferimento d'azienda in alcuni casi. Le dimissioni volontarie di regola escludono la prestazione, salvo giusta causa (mobbing, mancato pagamento stipendi, grave inadempimento del datore, ecc.) da dimostrare all'INPS.

Non rientrano i lavoratori con rapporto già risolto da oltre 68 giorni senza domanda, chi non raggiunge le settimane minime, chi ha già esaurito i diritti su precedenti disoccupazioni con gli stessi contributi, e in molti casi chi accetta una mutua uscita senza i presupposti previsti.

Verifica sempre la causale di cessazione indicata nel modulo di uscita (codici UniLav e comunicazioni obbligatorie): un errore del datore può rallentare o bloccare la domanda fino a rettifica.

Requisiti contributivi: 13 settimane e 30 giorni

Nei quattro anni precedente la disoccupazione servono almeno 13 settimane di contribuzione alla disoccupazione (e in generale contribuzione da lavoro dipendente nel periodo). Nell'ultimo anno prima della cessazione occorrono almeno 30 giornate di attività lavorativa retribuita (o equivalenti secondo le regole INPS).

Le settimane vanno lette sull'estratto conto o nella domanda guidata INPS: non contare periodi di cassa integrazione straordinaria come lavoro effettivo se non convertiti in contribuzione utile, e non sommare due volte periodi già «consumati» da un'altra NASpI.

Per una stima rapida della durata massima in mesi usa il calcolo NASpI online gratuito con il totale settimane del quadriennio; per l'importo inserisci la retribuzione media imponibile.

Domanda entro 68 giorni: calendario e rischi

La domanda di NASpI va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (non dalla data di licenziamento «formale» se diversa, ma dalla cessazione effettiva secondo UniLav). Oltre tale termine il diritto può decadere salvo casi di forza maggiore documentata.

In pratica: se esci il 1° marzo, il conteggio va fatto fino a inizio maggio (68 giorni). Non aspettare l'ultimo giorno: i servizi online INPS possono avere picchi di traffico e servono credenziali (SPID, CIE, CNS o PIN) funzionanti.

Dopo l'invio l'INPS comunica l'esito (accoglimento, integrazione documenti, diniego). Conserva il protocollo e controlla la casella messaggi su MyINPS.

Documenti e informazioni da preparare

Prima della domanda raccogli:

  • codice fiscale e numero di cellulare per OTP;
  • SPID, CIE o PIN INPS;
  • ultima busta paga e CUD / Certificazione Unica;
  • data e causale cessazione (comunicazione dal datore);
  • IBAN per l'accredito (conto intestato al beneficiario);
  • eventuale lettera di licenziamento o contratto.

Se hai figli a carico o altri redditi, potrebbero servire dichiarazioni aggiuntive per il calcolo netto e per eventuali riconoscimenti accessori. Il calcolo stipendio netto e la guida alla busta paga aiutano a ricostruire gli imponibili se il CUD non è ancora disponibile.

Diniego, ricorso e errori frequenti

Motivi frequenti di diniego: dimissioni senza giusta causa, meno di 13 settimane, domanda oltre 68 giorni, contributi già utilizzati, attività lavorativa non dichiarata durante la disoccupazione, datore che ha comunicato causale errata.

In caso di diniego puoi presentare ricorso all'INPS entro i termini di legge o rivolgerti a patronato e consulente del lavoro. Prima di ricorrere, chiedi sempre il dettaglio motivato e verifica l'estratto contributivo.

Se la domanda è accolta ma l'importo sembra basso, confronta la lettera INPS con il calcolo NASpI online gratuito: spesso la differenza dipende da periodi a zero retribuzione nel quadriennio o da un massimale già raggiunto.

Lavoro durante la NASpI e obblighi del beneficiario

Durante la NASpI devi essere disponibile alla ricerca di lavoro, accettare offerte congrue (con regole su distanza e retribuzione) e comunicare all'INPS riprese di attività, anche brevi. Redditi da lavoro dipendente, parasubordinato o autonomo sopra soglie stabilite possono comportare sospensione o revoca con recupero delle somme indebitamente percepite.

Periodi di malattia, congedi parentali o corsi di formazione hanno regole specifiche: alcuni sono compatibili, altri no. Non trascurare gli adempimenti verso il Centro per l'Impiego se richiesti per la tua area.

Licenziamento, dimissioni e risoluzione consensuale

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo è la cessazione più frequente che apre la NASpI, purché il datore comunichi correttamente la causale. In caso di risoluzione consensuale (jobs act) possono essere richiesti requisiti aggiuntivi e il versamento del ticket: verifica contratto e circolari vigenti.

Le dimissioni ordinarie non danno diritto, ma esistono eccezioni documentate (es. mancato pagamento retribuzioni, molestie, trasferimento non concordato). Prepara prove (email, buste paga mancanti, testimonianze) prima della domanda.

Se sei in periodo di prova o hai un contratto a termine, la causale di fine rapporto incide: chiedi sempre copia della comunicazione UniLav inviata dal datore.